Prima di realizzare un articolo o più in generale un sito, bisogna conoscere fin dall’inizio le reali esigenze del proprio target, ossia cosa cerca online e di quali parole si serve per farlo. In termini più tecnici si parla di keyword research.

La ricerca delle parole chiave è mutata nel tempo. Inizialmente era un processo automatico in cui si selezionavano le parole con un alto volume di traffico e si pubblicavano i relativi contenuti, adesso invece bisogna ragionare per gruppi di keyword tematiche, ossia per argomenti. Oggi possiamo dire che il volume di traffico non è sempre un indicatore utile su cui basarsi, per diversi motivi che approfondiremo.

Google sta spingendo sempre di più sul far comparire i risultati delle query di ricerca degli utenti direttamene in SERP (Search Engine Results Page), evitando così alle persone di “perdersi” in una giungla di articoli per scovare quello che cercano. È naturale dedurne che sarebbe inutile pubblicare un articolo online se questo non fosse efficacemente indicizzato.

Poniamo il caso di voler conoscere l’età di un personaggio famoso. Per le query “nome personaggio famoso + età”, Google mostra direttamente nel proprio box le informazioni richieste che rendono inutili altri risultati di ricerca.

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Riflettiamo anche su tutte quelle parole chiave suscettibili di valenze diverse: la parola “Amazon” vanta un elevato numero di ricerche poiché gli utenti la digitano per entrare nell’e-commerce e non tanto per ottenere risultati correlati alla conoscenza del brand.

La Mappa Mentale come punto di partenza

Prima di passare alla pratica, individuando i gruppi di parole chiave d’interesse, è importante realizzare una mappa mentale, cioè una rappresentazione grafica che interconnetta idee e concetti in una visione d’insieme.

La realizzazione di una mappa permette di identificare tutti i target di un sito e di segmentare le macro-aree di interesse. Questa è la base della keyword research e dell’architettura dell’informazione di un sito in ottica SEO.

Immaginiamo che il tuo sia un e-commerce di abbigliamento. Ricorrere a termini generici come “maglietta” o “pantalone” non è la soluzione ideale per fare un buon lavoro di indicizzazione. Grazie alla tua mappa mentale puoi iniziare a suddividere i prodotti in macrocategorie: Uomo/Donna/Bambini e ancora Pigiameria e Intimo, ecc.. poi, per ciascuna di queste, passa ad individuare le esigenze specifiche a cui si dà risposta.

Ci possono essere ragioni diverse che spingono gli utenti a cercare uno stesso capo di abbigliamento. Ad esempio, un vestito può essere acquistato per se stessi o per fare un regalo a qualcuno. Cambia la prospettiva data dall’esigenza alla base della ricerca e di conseguenza anche i termini utilizzati per la query.

Forniamo un esempio ulteriore: ipotizziamo la condizione di un b&b che debba fronteggiare richieste differenti pur fornendo il medesimo servizio, ad es. quelle di famiglie in vacanza e piccoli gruppi di lavoro in città per un convegno.

Vale la pena distinguere questi due target all’interno della propria mappa mentale, perché, pur ricorrendo potenzialmente allo stesso servizio partono da esigenze differenti e anche da tipi di ricerca diversi.

È fondamentale quindi approfondire il più possibile il tuo potenziale target dividendolo in categorie e sottocategorie per proporre poi contenuti ad hoc. Per raggiungere questo fine dovresti conoscere le tue buyer personas, e in questo articolo ti aiutiamo ad approfondire i diversi profili d’interesse.

Se vuoi ottenere spunti strategici, puoi utilizzare come risorse i forum tematici, i blog, i gruppi Facebook e piattaforme simili. In questi riferimenti emergono le reali esigenze delle persone che potrai impiegare per comprendere come certi prodotti sono chiamati, percepiti e cercati sul web.

Trovare le parole chiave ai fini SEO

Ogni tipologia di attività ha il suo percorso ideale di ricerca e selezione di keyword strategiche. Cercheremo quindi di darti quanti più spunti possibili per adattarli alle tue necessità.

Un punto di partenza per determinare la popolarità di un argomento, la sua stagionalità e le keyword più utilizzate può essere “Google Trends”, un tool gratuito messo a disposizione da Google.

Grazie a questo strumento, dopo aver inserito la keyword principale, Paese e arco temporale di riferimento, otterrai una serie di informazioni, grafiche e numeriche, utili per la tua ricerca di parole chiave.

Inoltre, per determinare il volume effettivo delle ricerche ed individuare sinonimi delle stesse, due sono gli strumenti che ti consigliamo di utilizzare: SEMrush o SeoZoom, entrambi disponibili nella versione freemium.

L’intenzionalità delle query di ricerca

Prima di concludere vogliamo soffermarci su un aspetto fondamentale legato alle keyword, già accennato precedentemente. Stiamo parlando del search intent, ovvero dell’intenzionalità di ricerca.

Possiamo suddividere le parole chiave in tre tipologie:

  • Informative: tutte quelle ricerche che hanno l’obiettivo di raccogliere informazioni (Come fare una torta, Quali luoghi visitare a Firenze ecc). Pensiamo, ad esempio, a tutte quelle strutture ricettive che per intercettare queste tipologie di richieste, forniscono guide da scaricare gratuitamente;
  • Navigazionali: sono in genere parole chiave composte da un termine principale e da una parola aggiuntiva legata a un nome o a un marchio, che soddisfano l’esigenza dell’utente di ottenere informazioni specifiche su una linea di prodotti e/o servizi di esclusiva di un’azienda. Una branca un po’ più sottile è rappresentata da alcuni tipi di keywords che si riferiscono direttamente al brand (Facebook login, Amazon TV 50’, ecc.);
  • Transazionali o commerciali: rappresentano una fase avanzata del processo di acquisto e in genere concludono il percorso di ricerca delle informazioni; la persona ha raccolto le notizie necessarie per procedere all’acquisto (iPhone12 dove acquistarlo, ecc.).

Un errore frequente è realizzare contenuti che non corrispondano alla reale intenzionalità degli utenti che digitano la parola chiave. Ad esempio è inutile provare ad intercettare query transazionali con articoli di carattere informazionale poiché si rischia di andare persino contro l’obiettivo del motore di ricerca e cioè appunto quello di accoppiare query e risultati o quello di deludere l’utente per non aver ottenuto quanto ricercato.

Se hai dei dubbi sulla natura della keyword simula una ricerca e osserva i risultati della SERP!

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In questo articolo abbiamo voluto sottolineare l’importanza della fase di analisi per la ricerca delle parole chiave utili ai propri obiettivi.

Se l’argomento ti appassiona, anche in correlazione con le zone geografiche di ricerca, ti invitiamo ad approfondire il ruolo cruciale che gioca la SEO nell’ottica del Local Marketing.

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