Molto spesso quando una piccola attività o un professionista incominciano ad utilizzare i canali digitali per aumentare la propria visibilità, sottovalutano l’importanza di avere un piano editoriale creato con un metodo efficace.
Le conseguenze spesso non tardano ad arrivare: post di qualità non ottimale con una frequenza di pubblicazione che si diraderà nel medio-lungo periodo per la perdita totale dell’entusiasmo e della fiducia di chi scrive nei canali di riferimento. Moltissime persone ci dicono: “Facebook non funziona”, “il mio servizio sui social non si vende”, “alle mie promozioni rispondono persone non in target da Paesi improbabili”.
In questo articolo vogliamo spiegarti il modo per evitare tutto ciò.

Primo step: come studiare il proprio pubblico

Il primo step da compiere è individuare chi sono gli utenti che vedranno i tuoi contenuti e le loro caratteristiche. Ne devi comprendere i comportamenti e quali sono i loro problemi per proporre contenuti adatti a soddisfare i diversi tipi di necessità. Parlare al pubblico sbagliato rende fallimentare ogni sforzo.
È fondamentale, in primo luogo, conoscere cosa si intende per target e buyer personas, due aspetti complementari che ti servono per avere una visione a 360° sulla tua audience.
In breve, con il termine target ci si riferisce esclusivamente ai dati quantitativi, come quelli sociodemografici, che scaturiscono da risultati di analisi statistiche e dati aggregati ottenibili, per esempio, su tool come Google Analytics. Mentre, le buyer personas riguardano più l’aspetto psicologico degli individui, sono delle vere e proprie rappresentazioni fittizie di un cliente tipo per un’azienda/professionista.

Secondo step: ricerca strategica degli argomenti

Dopo aver individuato il tuo pubblico ideale devi declinare i bisogni ricorrenti che hai individuato per la realizzazione dei contenuti.
Ad esempio: hai scoperto che un problema tipico è il “mal di schiena”. Potresti suddividere questo tema in più parti per ogni buyer persona individuata, parlando del “mal di schiena sugli anziani”, il “mal di schiena dopo aver praticato attività sportiva” e così via.
Se in passato hai già pubblicato dei contenuti sui social o sul blog, esamina quanto hai ottenuto, analizza quali sono stati i post con più commenti ed interazioni oppure guarda su Google Analytics metriche come la “frequenza di rimbalzo” o la “durata di una sessione media” per determinare la qualità degli articoli.
Tutto ciò può rivelarsi un ottimo punto di partenza che faciliterà il lavoro successivamente. Grazie a questa analisi preliminare potrai persino determinare dove concentrare le tue risorse.
Invece, per scovare da zero degli argomenti, per prima cosa puoi leggere cosa dicono le persone online a proposito dei contenuti dei tuoi competitor, nei forum, video YouTube o gruppi Facebook, oppure puoi ricorrere a strumenti freemium come Ubersuggest o Answer The Pubblic che permettono di definire le ricerche più frequenti su Google.

Terzo step: creazione di un efficace Piano Editoriale

Con i primi due step, hai finalmente individuato il tuo utente tipo e sai quali contenuti trattare.
Il terzo step consiste invece nel capire come sviluppare questi argomenti e come declinarli sui canali che hai deciso di presidiare. Questa è una scelta importante in quanto ogni piattaforma ha un proprio pubblico e una certa declinazione dei contenuti. Ad esempio su Twitter non puoi scrivere lunghi post in quanto il numero massimo di caratteri è di 280, mentre su Instagram il formato orizzontale non funziona bene come quello quadrato.
Un certo argomento potresti affrontarlo con dei video su Facebook ed Instagram, altri invece meritano un approfondimento testuale con articoli sul blog, altri ancora si prestano meglio come stories o reels.
Tutte queste decisioni, spalmate nel tempo, servono a creare il Piano Editoriale!
Prendi in considerazione anche tutti quegli argomenti legati alla stagionalità. Un articolo sulle “allergie stagionali” potrebbe non funzionare se pubblicato durante l’inverno. O ancora, monitora costantemente le notizie del tuo settore e gli ultimi trend di ricerca per produrre contenuti altamente pertinenti ed utili.
Valuta il tempo che hai a disposizione e quanto impieghi per la realizzazione dei contenuti, in modo tale da distribuirli in maniera sostenibile durante la settimana.
Ricorda: devi trovare il giusto compromesso tra qualità e quantità. Non puoi permetterti di rimanere assente per settimane solo perché quello che stai realizzando ti porta via troppo tempo. Le persone si dimenticano facilmente dei brand online, soprattutto se questi non sono noti, inoltre una pubblicazione costante nel tempo serve ad inviare segnali positivi agli algoritmi delle piattaforme digitali.
Al contrario, all’inizio non pubblicare ogni giorno se nel meglio-lungo periodo non potrai sostenere questa mole di lavoro. Capita spesso di vedere attività perdersi e sparire nel corso dei mesi perché hanno esaurito le idee e l’entusiasmo.

Quarto step: analisi dei risultati

Un’attività continua che deve essere fatta è l’analisi dei dati perché è fondamentale capire se quanto stai producendo funziona oppure no.
Le abitudini e gli interessi delle persone mutano nel tempo e l’analisi che ti ha aiutato in partenza potrebbe subire delle variazioni e di conseguenza i tuoi contenuti dovranno adattarsi ai nuovi cambiamenti.
Un piano editoriale muta nel tempo e si evolve costantemente, è inevitabile!
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Con questo articolo abbiamo voluto fornirti un metodo partendo dall’analisi della tua audience, dei contenuti e della loro distribuzione sui diversi canali.
La presenza online di un’attività ha la stessa rilevanza di quella offline, se hai difficoltà nel produrre contenuti professionali siamo a tua completa disposizione per aiutarti.

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