Nell’articolo dedicato ai quattro principi che compongono una strategia UX abbiamo discusso di come sia importante convalidare fin da subito la nostra proposta di valore e il nostro modello di business, indagando le nostre scelte attraverso l’interazione con gli utenti.

In questo articolo ci focalizzeremo sulla Validated User Research (convalidare un modello di business interagendo con il proprio target potenziale) e su come eseguire una ricerca qualitativa online per ottenere informazioni strategiche sul proprio prodotto/servizio digitale (un’applicazione, un e-commerce e così via).

Differenze tra ricerca qualitativa e ricerca quantitativa

L’obiettivo della user research è comprendere le esigenze e i bisogni del tuo potenziale cliente per determinare come sviluppare in modo adeguato la value proposition del tuo prodotto/servizio.

Le indagini percorribili posso essere qualitative o quantitative, ognuna con pro e contro.

La ricerca quantitativa si utilizza per raccogliere dati numerici e misurabili, pertanto deve essere condotta su larga scala attraverso test di usabilità, sondaggi, eye tracking o A/B test.
La ricerca qualitativa, invece, mira all’osservazione e raccolta di informazioni non numeriche come le motivazioni e le opinioni. Queste indagini approfondiscono le ragioni di determinati comportamenti servendosi di metodi tradizionali come i focus group o le indagini contestuali.

È fondamentale che il team di progetto abbia le idee chiare su ogni fase del processo, in modo da contenere i costi e ottimizzare i tempi della ricerca il più possibile.

Come svolgere una ricerca qualitativa online

Possiamo individuare sostanzialmente 3 fasi per lo svolgimento di una ricerca qualitativa online:

  1. Fase di pianificazione;
  2. Fase di intervista;
  3. Fase di analisi.

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La fase di Pianificazione

La fase di pianificazione potrebbe durare 1-2 settimane, in base alla dimensione del team e al numero di partecipanti coinvolti. È lo step più complesso poiché si definiscono gli aspetti della UX e del modello di business da testare.

Bisogna porsi immediatamente questa domanda: quali sono i punti essenziali per riuscire a determinare se la soluzione individuata è richiesta dal mercato ed è utilizzabile?
Serve prima di tutto stabilire un framework, ossia un insieme di step da seguire per svolgere al meglio le interviste, evitando così improvvisazioni.

Il primo passo è quello di strutturare le domande nel modo corretto con l’obiettivo di guidare ogni partecipante nel corso della ricerca e ottenere un feedback il più veritiero possibile.
Ecco un flusso ideale da seguire:

intro -> set-up (fase preparatoria) -> demo del prototipo (bozza del prodotto digitale) -> validazione ipotesi -> chiusura

La durata di ogni step intermedio può variare in base al budget a disposizione e alla complessità del prototipo.

Introduzione: bisogna condividere brevemente lo scopo della ricerca e invitare il partecipante a esprimersi liberamente. Se si sta registrando (audio, video o entrambi) si deve spiegare il motivo e specificare gli aspetti più importanti sulla privacy, come ad esempio che tutte le risposte saranno anonime, e qualora si offra una ricompensa finale, sottolineare anche questa.

Set-up: questa seconda fase serve a far immedesimare l’intervistato nel giusto contesto. Si possono porre domande per chiedere, ad esempio, quando è stata l’ultima volta che ha affrontato il problema, se lo ha risolto e in che maniera.

Demo del prototipo: dopo avere inviato il link del prototipo in cloud (una demo del prodotto pronta per essere testata) e aver avviato una condivisione dello schermo è arrivato finalmente il momento di far utilizzare al partecipante il prodotto digitale. Questo test di usabilità deve essere guidato, ossia bisogna dare all’intervistato un obiettivo preciso da raggiungere (task), ad esempio “vorrei che prenotassi dall’app un tavolo per questa sera”. Per ogni step previsto si dovrebbe avere almeno una domanda pronta legata all’interfaccia.

Validazione delle ipotesi: poniamo domande specifiche al termine dell’utilizzo del prototipo. In questa fase bisogna chiarire eventuali dubbi non ancora esplicitati durante l’esperienza dell’utente.

Chiusura: si termina l’intervista ringraziando il partecipante, proponendogli un’altra eventuale collaborazione in futuro. Si offre una eventuale ricompensa.

Dopo l’elaborazione dell’intero flusso, per svolgere al meglio delle interviste qualitative online, è fondamentale testarlo (magari con qualche collega) per capire se i tempi/modi impostati sono corretti. È consigliato anche stilare un elenco di possibili ostacoli che potrebbero emergere (come la connessione lenta del partecipante) e ideare fin da subito una soluzione.

La fase dell’Intervista e dell’analisi

Bisogna assicurarsi di testare tutta la parte tecnologica, come i software e i device che si utilizzeranno qualche ora prima delle interviste. Se le interviste sono andate a buon fine come ipotizzato nella fase di pianificazione, ci saranno una serie di informazioni da analizzare.
Le risposte ottenute servono a capire, in primis, se il proprio modello di business e il prodotto ipotizzato possono funzionare e quali potrebbero essere eventuali azioni correttive da intraprendere.
Al termine di tutte queste attività, si potrebbe pensare di ripetere l’esperimento con un numero maggiore di partecipanti, per testare ulteriormente i progressi ottenuti.
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In questo articolo ti abbiamo voluto spiegare, in linea generale, come impostare ed eseguire una ricerca qualitativa online.
La ricerca con gli utenti è un’attività molto delicata e richiede particolare attenzione. Se hai necessità contattaci pure per essere affiancato in tutti gli step!

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