La GEO (Generative Engine Optimization) è l’evoluzione naturale della SEO (Search Engine Optimization) nell’era dell’intelligenza artificiale. Mentre la SEO tradizionale punta a migliorare il posizionamento su motori di ricerca come Google, la GEO mira a ottimizzare i contenuti affinché vengano riconosciuti e selezionati dai modelli di intelligenza artificiale generativa.

Come funziona un modello AI

Per capire la GEO, è fondamentale conoscere il funzionamento di un modello di intelligenza artificiale. Quest’ultimo viene addestrato su enormi quantità di dati per imparare a generare risposte coerenti e pertinenti. Il processo si interrompe in un momento preciso, chiamato knowledge cutoff, la data oltre la quale il sistema non conosce più nulla di nuovo.

Tutte le informazioni presenti fino a quel momento sono parte della sua “memoria interna”. Se gli chiediamo qualcosa di precedente al knowledge cutoff, il modello saprà risponderci direttamente. Ma se gli chiediamo qualcosa di più recente, deve fare qualcosa di diverso, un processo che coinvolge il cosiddetto RAG, che vedremo nel prossimo paragrafo.

RAG: come l’AI cerca informazioni aggiornate

Quando un modello deve rispondere su un argomento successivo al suo knowledge cutoff, entra in gioco il RAG (Retrieval-Augmented Generation).

Questo processo consiste nel:

  1. Cercare informazioni aggiornate sul web attraverso parole chiave;
  2. Selezionare le fonti più pertinenti e autorevoli;
  3. Sintetizzare i contenuti trovati per fornire una risposta.

In questa fase, la qualità e la pertinenza dei contenuti online diventano fondamentali, perché è proprio qui che si decide se una pagina verrà “letta” e utilizzata dal sistema per generare risposte.

LLM e RAG: due approcci diversi alla conoscenza

Un LLM (Large Language Model), come ChatGPT o Gemini, contiene conoscenze già acquisite e integrate nel modello.
Quando risponde utilizzando il proprio addestramento interno, non cita fonti, perché le informazioni fanno parte del suo bagaglio di conoscenze.
Possiamo immaginarlo come uno studente che, dopo aver studiato un argomento, lo spiega a parole proprie: non sente il bisogno di dire “questa informazione si trova a pagina 8”, ma espone ciò che ha appreso.

Al contrario, quando entra in gioco il sistema RAG, il modello deve recuperare informazioni esterne aggiornate. In questa fase, le fonti vengono effettivamente citate o comunque integrate come contesto, perché provengono da pagine web o database selezionati.

Capire quando un’informazione proviene dal LLM e quando dal RAG è cruciale per impostare una strategia GEO efficace.

GEO in pratica: ottimizzare per l’intelligenza artificiale

Fare GEO significa applicare i principi SEO con una prospettiva diversa: non solo per scalare Google, ma anche per farsi trovare dalle intelligenze artificiali.

Per ottenere questo risultato, è necessario:

  • creare contenuti realmente utili e autorevoli;
  • garantire coerenza tra tutti i canali (sito, social, blog);
  • mantenere aggiornate le informazioni rilevanti, soprattutto per le ricerche strategiche.

Il posizionamento del brand all’interno dell’AI

Un aspetto interessante della GEO consiste nell’analizzare come il proprio brand è percepito all’interno di un’intelligenza artificiale.
Ponendo domande mirate sul proprio marchio, è possibile capire se le risposte fornite dall’AI rispecchiano la percezione desiderata.

Poiché un modello LLM conserva le sue conoscenze fino al prossimo aggiornamento, le informazioni attuali rimarranno tali fino al nuovo rilascio.
Se ci si accorge che l’AI fornisce dati errati o incompleti, è fondamentale intervenire subito sui propri canali (sito, social, schemi dati ecc.) per correggere la percezione digitale.

Le fasi di apprendimento di un modello AI

Quando un modello viene addestrato, attraversa due fasi principali:

  1. Parsing – L’intelligenza analizza enormi quantità di materiale online, selezionando solo i contenuti rilevanti. In questa fase, sono preziose le informazioni strutturate presenti nei metadati o nei markup semantici come schema.org.
  2. Addestramento – Dopo aver raccolto i dati, il modello li utilizza per imparare a generare risposte coerenti, integrando concetti e linguaggio in modo naturale.

In sintesi

La GEO non sostituisce la SEO, ma la amplia.
Questo insieme di tecniche serve a garantire che i contenuti non siano visibili solo agli utenti umani, ma anche comprensibili e selezionabili dalle intelligenze artificiali.
In un mondo dove sempre più ricerche passeranno attraverso i modelli generativi, ottimizzare per l’AI significa restare visibili anche nel futuro della ricerca.

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