Negli ultimi mesi si è parlato sempre più spesso di AEO (Answer Engine Optimization) e GEO (Generative Engine Optimization), due termini utilizzati per descrivere l’ottimizzazione dei contenuti per strumenti basati sull’intelligenza artificiale come AI Overview di Google, ChatGPT, Claude o Perplexity.

Con la pubblicazione della nuova guida ufficiale dedicata alle funzionalità di IA generativa nella rete di ricerca, Google ha però chiarito un concetto fondamentale: non esiste una SEO separata per l’intelligenza artificiale.

Secondo Google, le funzionalità come AI Overview e AI Mode continuano a basarsi sugli stessi sistemi di ranking che alimentano i risultati organici tradizionali. In altre parole, chi sta già lavorando correttamente sulla SEO parte con un vantaggio concreto anche nelle esperienze di ricerca basate sull’IA!

Come funzionano le risposte IA di Google

Google spiega che le sue risposte generate dall’intelligenza artificiale utilizzano tecnologie come il Retrieval-Augmented Generation (RAG), un sistema che recupera informazioni dal proprio indice di ricerca prima di generare una risposta.

In pratica, l’IA non inventa le informazioni, ma seleziona contenuti ritenuti affidabili e pertinenti presenti nelle pagine web indicizzate da Google.

A questo si aggiunge il cosiddetto Query Fan-Out: quando un utente effettua una ricerca, il sistema può generare automaticamente numerose query correlate per raccogliere ulteriori informazioni e costruire una risposta più completa.
Ciò significa che i contenuti devono essere in grado di rispondere in modo efficace non solo alla query principale, ma anche alle domande correlate che gli utenti potrebbero porsi.

Il ruolo strategico dei contenuti

Tra tutti gli aspetti trattati nella guida, Google sottolinea che il fattore più importante per ottenere visibilità nelle risposte dell’IA resta la qualità dei contenuti!

In particolare, i contenuti che hanno maggiori probabilità di emergere sono quelli che:

  • offrono un punto di vista originale;
  • si basano su un’esperienza diretta;
  • forniscono informazioni specifiche e non generiche;
  • risultano utili e affidabili per gli utenti;
  • sono ben organizzati e facili da consultare;
  • includono immagini e video di qualità quando pertinenti.

Uno dei passaggi più interessanti riguarda la differenza tra contenuti generici e contenuti realmente utili.

Google spiega che gli articoli costruiti attorno a informazioni comuni e facilmente reperibili online offrono poco valore aggiunto.
Al contrario, vengono premiati contenuti che raccontano esperienze reali, casi studio, test, recensioni, analisi originali e approfondimenti basati su competenze specifiche.

In un contesto in cui l’intelligenza artificiale può già produrre testi generici in pochi secondi, l’esperienza umana diventa un elemento distintivo sempre più importante.
Google invita esplicitamente a evitare contenuti creati semplicemente per intercettare ogni possibile variante di ricerca o per manipolare i risultati dell’IA.

La SEO tecnica continua a essere fondamentale

La SEO tecnica resta un elemento centrale e non subisce particolari rivoluzioni con l’arrivo dell’IA nella ricerca.
Google ribadisce infatti che, per poter essere inclusa nelle funzionalità basate sull’intelligenza artificiale, una pagina deve prima di tutto essere correttamente accessibile, scansionabile e indicizzabile. In altre parole, se i crawler non riescono a leggere o comprendere il contenuto del sito, questo non potrà essere utilizzato nemmeno nei sistemi di risposta generativa.

Per questo motivo continuano a essere fondamentali tutti gli aspetti legati alla struttura del sito, alla velocità di caricamento, alla compatibilità con i dispositivi mobili e alla corretta gestione delle risorse tecniche.
Anche l’uso del JavaScript deve seguire le best practice, così come è importante evitare problemi di contenuti duplicati o configurazioni che possano ostacolare la scansione.

In sostanza, prima ancora di parlare di contenuti o di ottimizzazione per l’IA, è necessario assicurarsi che il sito sia tecnicamente solido e facilmente interpretabile dai sistemi di ricerca.

Se hai dubbi sulla struttura tecnica del tuo sito o vuoi capire come renderlo più adatto anche alle nuove dinamiche legate all’IA, noi di ARS possiamo aiutarti a individuare criticità e opportunità di ottimizzazione in ottica SEO!

La SEO del futuro

Il messaggio finale della guida è molto chiaro: non serve inseguire ogni nuova sigla legata all’intelligenza artificiale.

Per ottenere visibilità nelle nuove esperienze di ricerca basate sull’IA occorre continuare a lavorare sui principi che da anni rappresentano la base della SEO:

  • contenuti originali e utili;
  • esperienza reale e competenza;
  • struttura tecnica solida;
  • attenzione alle esigenze degli utenti.

L’intelligenza artificiale sta cambiando il modo in cui le persone cercano informazioni, ma secondo Google la strada per essere citati nelle risposte IA passa ancora dalla stessa direzione: creare il miglior contenuto possibile per le persone, non per gli algoritmi.

Questo principio resta valido oggi e continuerà a esserlo anche in futuro, ma allo stesso tempo è sempre più importante considerare anche il ruolo dei nuovi attori nello scenario della ricerca, come gli agenti IA, che stanno iniziando a interagire direttamente con i contenuti e i siti web in modo sempre più autonomo.

Fonte: Google Search Central

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