L’obiettivo di un motore di ricerca è quello di mostrare dei contenuti il più pertinenti possibili con ciò che ha cercato l’utente.

Quindi, quando si inizia a popolare un sito di pagine, è bene tenere a mente questo concetto per evitare di mettere online pagine ripetitive, simili tra loro o, ancora peggio, uguali!

In questo articolo vogliamo quindi approfondire la tematica dei contenuti duplicati nella SEO.

Contenuti duplicati per la SEO: cosa fare?

Una criticità che spesso caratterizza i siti con un numero elevato di pagine, è la presenza di contenuti simili o uguali tra loro. Come anche ribadito nel nostro articolo “Cannibalizzazione SEO: cos’è e come evitarla”, ogni pagina all’interno di un sito deve essere unica e originale.

Per pagine duplicate si intendono quelle pagine raggiungibili da chiunque, dai contenuti identici ma con indirizzi URL differenti. Si parla invece di pagine simili quando viene trattato lo stesso argomento con contenuti leggermente diversi, che quindi si posizionano per la stessa parola chiave.

In entrambi i casi, quando l’utente inserirà la sua query di ricerca, Google potrebbe avere difficoltà a determinare quale pagina mostrare, soprattutto se si tratta di nostre pagine simili. Se il sito ha una certa storicità, potrebbe mostrare entrambe le pagine, oppure, in altri casi, potrebbe persino non mostrare alcun contenuto, indipendentemente dalla sua anzianità.

In linea generale, quando esistono pagine duplicate, si può ricorrere a un particolare tag per comunicare ai motori di ricerca che una specifica pagina deve avere la priorità sulle altre, considerandola così canonica (Tag rel = “canonical”).

Il rel canonical è importante perché serve per “parlare” con i motori di ricerca segnalando la pagina principale su un gruppo di pagine simili e per evitare che i bot identifichino questi URL come duplicati.

Negli ecommerce, spesso, vengono create involontariamente o per ragioni tecniche pagine uguali.

Facciamo un esempio.
Ipotizziamo di avere questa pagina: www.passionesport.it/costume-da-bagno.
Con i filtri presenti potrebbero crearsi queste pagine:
www.passionesport.it/costume-da-bagno-rosso
www.passionesport.it/costume-da-bagno-verde
www.passionesport.it/costume-da-bagno-blu
In questa circostanza, le pagine saranno uguali: cambieranno solo i colori e gli URL.
Se non è possibile gestire i filtri in altri modi, si potrebbe inserire il rel canonical nell’head di tutte le pagine non canoniche, indicando l’URL della pagina principale (www.passionesport.it/costume-da-bagno).

Ovviamente, un sito potrebbe presentare una complessità maggiore rispetto a questa presentata nell’esempio.

Nei prossimi articoli continueremo ad approfondire l’argomento parlando dell’istruzione “noindex”, “disallow” e altri temi strettamente attinenti!

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