Le SERP (Pagina dei risultati del motore di ricerca) di Google sono in continua evoluzione e l’ultima grande novità arriva con l’uso dell’intelligenza artificiale, in particolare con l’integrazione di AI Overview.

Allo stesso tempo, anche i criteri SEO (Ottimizzazione per i motori di ricerca) mutano in parallelo. Se un tempo era sufficiente inserire una parola chiave in alcune parti del testo, oggi questo approccio non è più adatto.

Nel webinar di Neil Patel, co-fondatore di NP Digital, sono emersi interessanti dettagli inerenti a questo argomento. Approfondiamo i più rilevanti!

Come funziona Google AI Overview

Una domanda che può sorgere spontanea è: come posso comparire tra le fonti che usa AI Overview per dare delle risposte agli utenti?

Innanzitutto, AI Overview viene attivato prevalentemente per le ricerche informative e propone circa 5-8 fonti, ma che possono arrivare addirittura fino a 20. I siti utilizzati come fonti vengono presi dalle prime 10-12 posizioni nei risultati organici di ricerca.

I contenuti che si prestano meglio ad essere mostrati su AI Overview, sono:

  • Guide pratiche
  • Contenuti “how to”
  • Tutorial
  • Testi chiari, autorevoli e pensati per l’utente finale (e non per gli algoritmi)

Attualmente, AI Overview non inserisce tra i suoi fattori di ranking l’autorità di un brand, ma è evidente che siti di un certo spessore, come Wikipedia, vengono citati più spesso rispetto a siti meno noti. Questo significa che ogni brand deve lavorare costantemente sulla propria reputazione, online e offline, indipendentemente da AI Overview o sistemi simili.

Altro punto fondamentale: AI Overview sta dando sempre più visibilità anche ai contenuti geolocalizzati! La propria scheda Google, pertanto, deve essere costantemente aggiornata, ottimizzata e ricca di recensioni positive.

Concludiamo con un dato molto interessante: circa il 67%, dello spazio “above the fold” delle SERP di Google è occupato da AI Overview, eventuali snippet in evidenza e annunci pubblicitari!

In sintesi, per comparire nei risultati di Google AI Overview non basta più fare “buona SEO”: serve creare contenuti realmente utili, ben strutturati e pensati per l’utente. Investire nella qualità, nella chiarezza e nella reputazione è oggi più che mai una scelta strategica. In un panorama in cui l’intelligenza artificiale seleziona le fonti da mostrare, distinguersi per autorevolezza e pertinenza può fare davvero la differenza.

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